Biografia


“si tratta di cogliere tra due colori il loro denominatore universale, la trascendentalità, il punto di equilibrio luce dove tutti si armonizzano”

Antonio Meneghetti (1936 – 2013) nasce in Italia e sin dai primi anni di vita trascorsi in Veneto, rivela una curiosità nell’apprendere mestieri che lo porteranno ad acquisire un’abile dimestichezza con molti materiali: dal legno, al ferro, alla ceramica. Studia ad Assisi città che ha avuto un ruolo fondamentale per la sua formazione artistica, che si consoliderà successivamente a Firenze, a Venezia e a Roma. Qui apre il suo primo studio alla fine degli anni ’70. Partecipa a diverse mostre in prestigiosi musei e sedi istituzionali in Italia ed all’estero – come la Rocca Paolina di Perugia, Castel dell’Ovo a Napoli, Palazzo della Civiltà a Roma, le Corderie dell’Arsenale e Palazzo Ducale a Venezia oltre che a San Pietroburgo, Brasilia e Pechino, per citarne solo alcune. Ha ricevuto tre Premi Cultura dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri (1980,1987 e 1989).

Guido Curto, critico d’arte, scrive: “Antonio Meneghetti è stato un uomo geniale, generoso e gioioso. Questo aspetto della sua forte personalità lo ritroviamo nel suo fare artistico. L’arte per lui è stata soprattutto pittura, ma anche lavorazione del vetro e scultura, messa in atto dopo avere studiato e conosciuto da vicino la grande storia dell’arte italiana,  in particolare a Roma. Nel periodo in cui Meneghetti compiva studi storici, teologici e filosofici iniziava giovanissimo a confrontarsi con gli Antichi Maestri e con la musica, anche se a vedere le sue opere risulta subito chiaro che lui non ha maniere da perseguire o stili del passato da inseguire”.

E’ stato un profondo amante della vita in tutti i suoi aspetti, un raffinato osservatore del mondo e della natura umana. I suoi quadri sono caratterizzati da astratte pennellate di colore, mentre al centro degli oggetti di design c’è l’uomo. Egli stesso dirà della sua arte: “si tratta di cogliere tra due colori il loro denominatore universale, la trascendentalità, il punto di equilibrio luce dove tutti si armonizzano”.I temi trattati nell’opera di Meneghetti sono diversi e vanno dal figurativo all’astratto, di cui “i bianchi e i neri” sono quadri essenziali e assoluti e ne rappresentano la massima espressione. Nelle sculture di Meneghetti il vuoto è fondamentale e il più delle volte è lo spazio più corposo che richiama il protagonismo del bianco sulla tela.